sabato 22 gennaio 2011

C'è licenza e licenza

Per utilizzare un software si deve accettare la licenza alla quale il software è sottoposto.
"L'accettazione della licenza può avvenire in diversi modi:
  • all'uso del programma o del sorgente. In questo caso la licenza è accettata implicitamente con l'utilizzo del software; in pratica se si usa il software vuol dire che si accetta anche la licenza, mentre se non lo si usa vuol dire che non la si accetta. Questo tipo di licenza è adottato da software che mettono a disposizione i sorgenti oltre gli eventuali eseguibili;
  • durante la fase di installazione del software è chiesto esplicitamente se si vuole accettare la licenza indicata; in caso di risposta negativa il software non potrà essere installato. Tale licenza è usata normalmente da quei software che distribuiscono soltanto gli eseguibili;
  • prima di venire in possesso del programma scaricabile on-line. Bisogna accettare la licenza prima di poter scaricare il programma, alle volte occorre compilare un form on-line in cui si dichiara di accettare la licenza, magari con l'obbligo di registrazione al sito dove sarà possibile effettuare il download;
  • prima di aprire le custodie con i supporti di massa dove sono registrati i programmi acquistati (Licenza a strappo). In questo secondo caso se non si aprono i supporti è garantito, almeno teoricamente, la restituzione dei soldi spesi per l'acquisto solo se le custodie sono ancora sigillate.
È molto importante leggere le licenze prima di usare il programma perché se non si rispetta la licenza si compiono delle azioni illegali e decadendo la licenza non si ha più diritto né all'uso del software né a qualsiasi azione di rivalsa contro chi ci ha fornito o chi ha prodotto tale software." (Da Wikipedia voce: Licenza (informatica)

Appare evidente che la licenza è parte integrante dell'opera intellettiva del software ed è il legittimo riconoscimento che viene attribuito all'autore o agli autori del prodotto.

Esistono però diversi tipi di licenze:
  • EULA: è quella più famosa. Acquistando il pacchetto software acquisto la licenza all'utilizzo dell'applicazione. Io compro fisicamente un CD o un DVD contenete il programma ma il mio diritto sta nell'uso del software contenuto nel disco.
  • Shareware: il software sotto tale licenza può essere liberamente ridistribuito, e può essere utilizzato per un periodo di tempo di prova variabile. Scaduti questi termini, per continuare ad utilizzare il software è necessario registrarlo presso la casa produttrice, pagandone l'importo.
  • Freeware: l'applicazione è distribuita in modo gratuito. Il software freeware viene concesso in uso senza alcun corrispettivo, ed è liberamente duplicabile e distribuibile, con pochissime eccezioni.
  • GNU General Public License: è una licenza per software libero. È comunemente indicata con l'acronimo GNU GPL o semplicemente GPL: assicura all'utente libertà di utilizzo, copia, modifica e distribuzione.
Ecco qui che il panorama appare evidente.
Io uso un programma, devo accettare le condizioni di utilizzo, di copia, di modifica e di distribuzione che l'autore o gli autori hanno pensato per l'applicazione.
Certo, verrà da pensare, più pago e più avrò un prodotto migliore, professionale.
Ebbene, non sempre è così. Anzi, spesso è proprio la libertà di distribuzione e, soprattutto, di modifica a creare il software migliore.
Infatti se un programmatore crea un applicativo graficamente accattivante e utile agli utenti ed accoglie la possibilità che altri migliorino le caratteristiche si avrà un prodotto sempre più bello e buono.
Se invece un progetto professionale, dopo alcuni anni di progettazione, si ferma in balia degli eventi informatici, dopo alcuni mesi sarà già desueto. Alcuni standard (come Microsoft Office) rappresentano quasi uno standard, ma non sempre le applicazioni sono state azzeccate. In alcuni casi per l'arroganza di essere omnicomprensive sono risultate poco pratiche o alcuni restiling hanno rappresentato degli autentici passi indietro nella fruibilità del programma.
Un'altra cosa invece è certa: il software professionale coperto da licenza EULA costa e costa caro.
Facciamo un esempio di una macchina media per un utente privato:
  • sistema operativo: Microsoft Windows 7 (100 € acquistato insieme al computer)
  • suite: Microsoft Office 2010 H&B (180 €)
  • antivirus: Symantec Norton Internet Security (40 € all'anno)
  • grafica: Adobe Photoshop 8 (90 €)
  • video: Pinnacle Studio 14 (90 €)
  • masterizzazione: Ahead Nero 9 (10 €)
In media, ognuno, dovrebbe avere sul computer del software che costa tra i 300 ed i 500 €.
Come cristiani la domanda è d'obbligo: è improntato ad uno stile di vita semplice ed essenziale la spesa di questo software?
Altra domanda d'obbligo: è moralmente accettabile non pagare la licenza del software sul computer installando programmi piratati?

Meditate gente.

2 commenti:

  1. Buondì
    trovo molto interessante il porsi la questione etica delle licenze software
    nel discernimento a inizio 2010 mi ero posto come obiettivo di diventare "legale" al 100 %:
    per fare questo mi sono mosso ampiamente verso l'open source
    e, nel giro di poco tempo, direi che ho raggiunto l'obiettivo
    ho dovuto acquistare qualche EULA per prodotti specialistici che mi occorrono nel lavoro e non hanno attualmente alternative open.
    Nel finale dell'articolo ho visto si pone la questione etica dei programmi piratati:
    per me la questione è semplice: non è moralmente accettabile non pagare la licenza.
    Lo dico consapevole del fatto che ho approfittato di questo trucco in passato e magari lo rifarò.
    E spesso una tentazione che mi assisteva in questo era del tipo "visto che non c'è ancora una valida alternativa open source a (x es. autocad) allora lo rendo "open" io...".
    E' una tentazione che approfittava in parte della mia ignoranza delle dinamiche dello sviluppo open dei programmi.
    Comunque passare ad open si può (in molti casi) e concordo con Aldo sul fatto che spesso la qualità del programma migliora.
    Lancio ora uno spunto per un eventuale nuovo argomento a mio avviso controverso: cloud computing.
    Buona giornata a Voi

    Roberto

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  2. Il cloud computing: questo sconosciuto!!!
    Concordo con Roberto che è un argomento interessante e controverso, certo che l'approccio è molto diverso se l'utente finale è un utente privato od un'azienda.
    Mi sembra opportuno segnalare, per iniziare a formarci un'opinione su un argomento che tratteremo tra un po' su questo blog, la pagina di Wikipedia Italia che approfondisce l'argomento del cloud computing: http://it.wikipedia.org/wiki/Cloud_computing

    A presto.

    Aldo

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