Nel 2011 essere cristiani è essere "fuori moda"!
Certo non per questo bisogna rinunciare a professare con gioia la propria fede in Gesù Cristo.
Vale perciò la pena chiedersi che cosa voglia dire, nella società odierna, continuare a professarsi cristiani. In una società così marcatamente individualistica come si può continuare a scegliere di raccontare a tutti in Chi noi crediamo.
Se poi ci scopriamo anche interessati alla tecnologia, ed in particolare al computer, come ci poniamo di fronte alla necessità di conciliare la nostra fede con la nostra passione (o la necessità di utilizzare uno strumento così pratico).
Essere cristiani davanti al computer pone dei dubbi: come utilizzarlo, quali strumenti possono essere utili e quali poco adatti alle nostre scelte di fede. Poi ci sono problemi di ordine morale: utilizzare software senza avere la licenza, scaricare tramite p2p musiche o film, ecc.
In pratica ci troviamo spesso a dover scegliere quale coerenza è necessario mettere nelle nostre scelte personali.
Questo blog vuole offrire uno strumento di confronto su questi temi, con l'intento dichiarato di "far riflettere" in ottica cristiana il nostro utilizzo del computer.
Buon viaggio.
Bravo Aldo.. ottimo inizio di blog... e tematiche sicuramente "Hot" ;-)
RispondiEliminaCiao Aldo, condivido il tema e le problematiche che esso scatena, soprattutto quando l'uso del computer va oltre a quello per cui era nato e cioè, un mezzo di lavoro. Ciò è intimamente legato allo sviluppo (subdolo) della tecnologia. Molto presto il computer, per come lo intendiamo oggi, verrà sostituito da oggetti dai quali non potremo più separarci (smart phone, tabletPC,........). In questo modo il legame con la "rete" e tutto quanto ne consegue, sarà difficilmente interrompibile. La nostra sfida di Cristiani dovrà essere : come possiamo cavalcare questa onda e fare in modo che il messaggio del Vangelo diventi la colonna portante della rete ?
RispondiEliminaForse un primo passo lo potremmo fare proprio partendo dall'assunzione del non essere "fuori moda".
Grazie per tutto ciò e ci vediamo.
Moreno
Ciao Aldo, la lettura del tuo blog mi ha fatto riflettere su come sia difficile essere "crisitani coerenti nell'ordinario". Mi riferisco in particolare alla problematica di ordine morale relativa all'utilizzo di software senza licenza o allo scaricare musica e film p2p etc.. Ma ancora penso a quando acquisto un prodotto con marca contraffatta "perchè l'originale lo fanno pagare troppo ..!" oppure quando accetto che l'elettricista mi faccia un lavoro in nero "perchè è giusto che sia così perchè lo stato mette troppe tasse..!" Tutto questo dovrebbe farmi riflettere ogni qual volta esprimo dei giudizi di condanna nei confronti degli altri, per es. verso i grandi evasori fiscali o verso le multinazionali che sfruttano il lavoro delle popolazioni del terzo mondo, perchè sebbene i loro gesti siano più eclatanti dei miei il mio comportamento è comunque NON COERENTE e non posso nascondermi semplicemente dietro la falsa scusa del "ma cosa vuoi che sia il mio gesto rispetto al loro". Sbagliato! E' proprio dai piccoli gesti che dobbiamo partire per affermare la nostra cristianità, perchè non dobbiamo dimenticare che il mare è fatto da tante gocce.
RispondiEliminaFabrizio Lucarelli
Quello che dice Fabrizio, se ci si riflette bene, è solo la punta dell'iceberg.
RispondiEliminaA volte, valutando con attenzione le cose che ci capitano, ci viene da dire: "forse non ne vale la pena...in fondo tutti fanno così".
In quel momento è importante saper fare delle scelte che siano coerenti con la nostra capacità di vivere la nostra Fede concretamente.
Grazie Fabrizio del tuo contributo.